Questa mozzarella, ottenuta da latte vaccino, si conserva e si dispone su
rametti di mirto (Mirtillus Communis ), il suo nome deriva dall’arbusto,
detto in dialetto "mortella", donde il nome di Mozzarella nella Mortella.
Questo uso potrebbe essere scaturito dall'esigenza di conservare al fresco
la mozzarella nel trasporto dai pascoli, dove era prodotta, alle abitazioni.
Il territorio di produzione è il basso Cilento, ed in particolare alcuni
comuni compresi nelle Comunità Montane del Bussento, Mingardo, del Cervati e
del Gelbison. Il latte di vacca, prevalentemente di razza Podolica, viene
portato a 37 gradi, segue l'aggiunta di caglio. Il tempo di coagulazione è
di 70 minuti, si procede poi alla rottura della cagliata. La maturazione
avviene in appositi tini in assenza, o quasi, di siero per 12 - 24 ore.
Segue la tradizionale operazione di filatura e formatura della mozzarelle.
La forma ellisoidale-allungata è conferita alla pasta manualmente. Le
confezioni sono contenute in "mazzi " che comprendono da 6 a 10 mozzarelle,
racchiuse in rametti di mirtillo, legati alle estremità con germogli di
ginestra o altre essenze arbustive.
Il pascolo risente del clima mediterraneo, caratterizzato da estati caldo -
asciutte e stagioni autunno - invernali piovose, che determinano lo sviluppo
di vegetazione spontanea tipica: graminacee (poa, avena, agrostis),
leguminose (trifoglio ginestrino) e altri arbusti. Il mirto conferisce al
formaggio un inconfondibile aroma. Il colore della Mozzarella nella Mortella
è bianco intenso, con superficie ruvida; al tatto e al taglio è leggermente
elastica. Il profumo di mirto e di latte fresco schiude il palato ad un
sapore aromatico. Si serve in pezzi abbinata a rametti di mirto. Mangiata da
sola è l'optimum, può essere accompagnata con prosciutto o pomodori.