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PARCO DEL CILENTO E VALLO DI DIANO

 

Qui si realizza l’incontro tra Mare e Montagna, Atlantico e Oriente, culture Nordiche e Africane.

Qui avviene la sintesi dell’incontro tra genti e civiltà diverse.

Qui, in questo territorio aspro e selvaggio, l’uomo ritrova il suo spirito più profondo.

Il corso della storia di queste genti rappresenta un intreccio di diversi e contrastanti accadimenti che vanno dal sapere di uomini dalle grandi valenze culturali agli atti di barbarie fatti di violenze e saccheggi.

Ed è proprio da questo intreccio che emergono cose e fatti di straordinaria bellezza.

La profonda ammirazione per cotanta bellezza va cercata con sacrificio e dedizione, e quindi non facilmente raggiungibile e addomesticabile dal comune turista.

Uomini e territorio con la loro durezza, non aiutano in questa impresa.

Per scoprire dove l’uomo si è confrontato con la natura, nel pensiero e nell’atto, bisogna rivolgersi ad antiche persone che conoscono questi fatti e questi antichi sentieri.

Sentieri di mare e montagna che vi stupiranno per il fascino sconvolgente e struggente.

Veleggiare su un mare profondo e forte, lungo una costa frastagliata e selvaggia, per poi invadere un territorio fatto di sentieri che seguono torri di avvistamento, vi farà scoprire sensazioni nuove ed antiche.

Quando dal mare si va per montagne, allora da pirati si diventa briganti.

Ed ecco emergere percorsi impervi dove emerge la dignità di una passata ribellione sociale.

Noi sconsigliamo di vivere ciò senza una antica guida e se proprio volete ci sono i percorsi turistici, ma questa è un’altra storia.

Naturalmente, per vivere una tale esperienza, dovete essere pronti ad affrontare un passato che ritorna con tutta la forza devastante della sua anima e delle sue scomodità.

Con ciò non vi chiediamo di sapere andare a vela, cavallo, trekking, apnea, fare campeggio libero, ecc….., ma almeno di venire con lo spirito giusto, perché non esistono le comodità della vostra casa, ma solo l’imprevedibilità e l’instabilità di tutto.

Sarete voi a cercare di catturare tanta potenza e rudezza, linfa vitale per nutrire la vostra anima.

Buon Vento,

Nausicaa III

 

 

  Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è una delle più estese aree protette d’Europa, oltre 180 mila ettari e nel suo perimetro sono compresi 80 comuni. È stato definito il parco del faggio e del corallo perché abbraccia tutti gli ecosistemi, da quello montano a quello marino; si passa così dai pianori carsici dei monti Alburni e del Monte Cervati, ammantati dai fitti boschi di faggio, fino alle formazioni coralline presenti nei fondali giada e turchese antistanti la costa tra Scario e punta degli Infreschi. Gli itinerari proposti, sono solo alcuni di quelli possibili ed attraversano ambienti come: la faggeta e la prateria  d’altura, le cerrete, le distese di macchia mediterranea, i fiumi, le coste. 
   
Mappa di Dettaglio
 
   
       
         
 

BUON DIVERTIMENTO E BUON VENTO
Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano (tel. 0974.719911 - www.cilentoediano.it)

 
 


1. PUNTA TRESINO CON BARCA A VELA e ESCURSIONE SUBACQUEA

2. MONTE PANORMO A CAVALLO e ASTRONOMIA

3. IL FIGLIOLO CASONE DELL'ARESTA A CAVALLO

4. CAMPO DI CERABONA A CAVALLO

5. MONTE MOTOLA TREKKING

6. MONTE CERVATI TREKKING

7. SENTIERO DELLA FEDE MADONNA DI CERVATI TREKKING

8. AFFONDATORE DI VALLIVONA TREKKING

9. CIMA MERCORI TREKKING

10. GRAVA DI VESALO E VALLE SOPRANA TREKKING

11. VALLONE COLURZO TREKKING

12. DA ROFRANO A MONTE GELBISON TREKKING

13. VALLONE DEL MARCELLINO CON BARCA A VELA e TREKKING

14. TRAGARA TREKKING

15. VALLE CUPA TREKKING

16. PAGLIARO TREKKING

17. RISORGIVE DEL FIUME BUSSENTO CON CANOA

18. GROTTE DI PERTOSA TREKKING

19. GROTTE DI CASTELCIVITA TREKKING

20. COSTE DELLA MASSETA, DEGLI INFRESCHI, CAMEROTA E PALINURO IN BARCA A VELA, ESCURSIONE SUBACQUEA (CON INGRESSO NELLE GROTTE) e TREKKING

21. PUNTA TRESINO E PUNTA LICOSA IN BARCA A VELA, ESCURSIONE SUBACQUEA (VISITA CITTA' SOMMERSA) e TREKKING

22. SANT'ICONIO E MONTE DI SANT' ANTONIO CON BARCA A VELA e TREKKING

23. CASTANETO DI CAMEROTA CON BARCA A VELA e TREKKING

24. MONTE DI LUNA E PORTO INFRESCHI  CON BARCA A VELA, ESCURSIONE SUBACQUEA e TREKKING

25. DA NOVI VELIA AL MONTE GELBISON  TREKKING

26. COSTE DI MAGLIANO VETERE  TREKKING

27. GOLE DI FELITTO CON CANOA e TREKKING

28. GROTTE DELL'ANGELO DI PIAGGINE TREKKING

29. CROCE DI SAN COSTABILE  TREKKING

30. PUNTA LICOSA CON BARCA A VELA, ESCURSIONE SUBACQUEA e TREKKING

31. MONTE DI CAPACCIO e PONTECAGNANO PARAPENDIO, DELTAPLANO, PARACADUTE

32. MONTE DELLA STELLA  TREKKING

33. SORGENTI DI SAMMARO  TREKKING

34. L' ANTACE A CAVALLO

35. MULINI DI STIO  TREKKING

36. SORGENTI DELL'AUSO A CAVALLO

37. FORRA DI CAMPORA  TREKKING

38. MONTE CHIANIELLO  TREKKING

39. LA CIVITELLA  TREKKING

40. VALLE CUPA  TREKKING

41. GOLE DI MAGLIANO  TREKKING

42. LANTERNI  TREKKING

43. MULINI LA CINCO  TREKKING

44. BOSCO DI CASTELCIVITA A CAVALLO

45. DA ORRIA A CASINO LEBANO  TREKKING

46. PIETRA CUPA E TEMPA DI SESSA  TREKKING

47. TEMPA SAN FELICE  TREKKING

 

Durante le escursioni è possibile partecipare a corsi di vela (attestato), corsi di alpinismo e sopravvivenza (attestato), corsi di immersione subacquea (brevetto), corsi di parapendio e deltaplano (brevetto), corsi di equitazione (attestato), corsi di canoa (attestato), corsi di cucina (attestato), corsi di astronomia (attestato).

Per informazioni sulle singole escursioni o escursioni combinate scrivere a:

info@viepiu.com 

 

Cilento offers an beautiful natural environment, historical centers rich in artistic heritage and charm, and a wealth of jealously preserved local traditions, culture and gastronomy. The Cilento and Vallo di Diano National Park is member of the UNESCO World Heritage List since 1998, in recognition of the exceptional quality of the natural landscape and cultural sites of the region.

 

 

STORIA
 
La natura carsica delle terre cilentane e la conseguente ricchezza di grotte ha senza dubbio favorito la presenza dell'Uomo che in esse si è rifugiato, ha trovato riparo, ha consumato i suoi pasti. i più antichi segni della presenza antropica risalgono al Paleolitico medio (500.000 mila anni a.C.) e le sue tracce continuano attraverso il Neolitico e fino all'Età dei Metalli. La presenza dell'Uomo primitivo è ancora oggi tangibile attraverso la presenza dei suoi "strumenti" disseminati sia lungo le grotte costiere tra Palinuro e Scario, sia in quelle interne dislocate lungo gli antichi percorsi di crinale dei massicci montuosi (Grotte di Castelcivita), sia nel Vallo di Diano (Grotte dell'Angelo, Pertosa).
 

Ed è attraverso questi antichi sentieri che prese probabilmente avvio la grande avventura delle prime comunità che, senza soluzioni di continuità e per migliaia di anni, stabilirono contatti e intrecciarono scambi e relazioni con i Popoli del mare e con quelli dell'Appennino. Le testimonianze, nella comunanza di forme degli oggetti locali con quelli delle antiche culture delle Lipari, del Tavoliere, di Serra d'Alto, sono nei corredi funerari della locale Cultura del Gaudo.

 
Nell'Età del Bronzo l'intera organizzazione territoriale appare già definita: si evidenziano le direttrici delle transumanze e dei traffici, lungo i percorsi di crinale, dal Tirreno allo Ionio e viceversa, ove sorgono luoghi di culto, altari sacrificali e sculture rupestri come l'Antece dei Monti Alburni. Ed è l'antico Cilento il protagonista della mediazione tra l'Asia e l'Africa, tra le culture nuragiche e quelle egee, tra il mondo nordico "villanoviano" e gli Enotri, i Lucani. Ed è l'avvento dell'Uomo moderno, l'inizio della grande avventura della Civiltà, l'avvio della poliedrica Cultura del Mediterraneo.


E forse sulle antiche rotte dell'ossidiana, o alla ricerca di rame, i primi Greci approdarono sulle coste del Cilento (intorno al XVII secolo a.C.) dove più tardi (fine VII-VI secolo a.C.) nacquero le città coloniali: Pixunte, Molpa e l'antica Poseidonia (la romana Paestum), fondata dagli Achei sibariti che qui giunsero, con i popoli appenninici, non dal mare ma attraverso i ben noti, più sicuri e più rapidi percorsi di crinale. Mentre il mare portò i Focei, originari dell'Asia minore, fondatori di Elea (oggi Velia), la città della Porta Rosa, di Parmenide e della sua Scuola Filosofica Eleatica, una delle più importanti e famose del mondo classico, e della prima Scuola Medica.

Poi, a partire dal IV secolo a.C., Lucani, Romani e Cristiani d'oriente intrecciarono traffici ed alleanze, avviarono conflitti e guerre, occuparono e rifondarono città, trasformando il Cilento in un crogiuolo, dove si fondono e si mescolano popoli e culture. Con la caduta dell'Impero di Occidente intorno al VI secolo d.C. iniziò, anche per il Cilento, il lungo periodo delle dominazioni barbariche: i Visigoti di Alarico, la guerra gotica tra Totila e Belisario, il diffondersi del Monachesimo Basiliano, l'imposizione feudale dei Longobardi, i continui attacchi e scorrerie dei Saraceni. Ed ancora una volta ci fù l'incontro tra civiltà diverse, nacquero abbazie e cenobi in cui coesisterono il rito greco e quello latino, lasciandoci splendidi gioielli come la Badia di Pattano con la Cappella di S.Filadelfo gli affreschi della Cappella Basiliana a Lentiscosa.

 

 



Mitologia

Il Cilento da millenni ha ispirato poeti e cantori. Molti dei miti greci e romani che sono alla base della nostra cultura occidentale, sono stati ambientati sulle sue coste. Basta qualche esempio, per rinfrescare i nostri ricordi scolastici. Il mito più famoso è quello dell'isola delle sirene, nell'Odissea. Quelle creature malefiche che, secondo Omero, irradiavano un canto che faceva impazzire i marinai di passaggio, portandoli a schiantarsi con le imbarcazioni sugli scogli. L'isoletta che ispirò il Cantore dell'antichità probabilmente è quella di fronte a Punta Licosa, a sud nei pressi di Castellabate. Di fronte al suo mare Ulisse si fece legare all' albero di maestra per ascoltare quell'ingannevole canto. Un altro mito importante è quello di Palinuro, il nocchiero di Enea. Durante il viaggio verso le coste del Lazio cadde in mare insieme al timone. Si aggrappò al relitto e per tre giorni ingaggiò una estenuante lotta contro le onde infuriate. Ma quando stava finalmente per mettersi in salvo sulla riva, fu barbaramente ucciso dagli abitanti di quei luoghi: da allora quel promontorio (dove sorge il paese di Palinuro) prese il nome di Capo Palinuro. Altro mito, è quello di Giasone e gli Argonauti che, una volta fuggiti dalla Colchide, per ingraziarsi la dea Era si fermarono presso il suo santuario alla foce del fiume Sele (l'attuale Santuario di Hera Argiva.).

Dalla preistoria ai grandi filosofi greci

Lasciamo la leggenda e la forza dell'immaginario per la storia vera dell'uomo, che in questa terra ha trovato ospitalità da almeno mezzo milione di anni. Tracce della sua presenza sono evidenti dal Paleolitico medio al Neolitico, fino alle età dei metalli. I primi uomini vissero nelle grotte costiere del Cilento a Camerota, dove si sono scoperti i resti dell'omo camaerotensis. A Palinuro, dove si sono rinvenuti materiali dell'industria della pietra. Nelle grotte di Castelcivita, a San Giovanni a Piro e a San Marco di Castellabate, dove si sono ritrovati reperti paleolitici. A Capaccio e a Paestum, dove sono emersi corredi funerari di età neolitica della locale civiltà del Gaudo. La scoperta di manufatti e utensili provenienti dal vicino Tavoliere pugliese o dalle isole Lipari, inoltre, ci dicono che già allora il Cilento fu crocevia di scambi: percorsi di crinale nell'interno lo mettevano in contatto con le altre civiltà appenniniche (vie della transumanza e traffici, luoghi di culto e di mercato); mentre il mare lo avvicinava alle civiltà nuragiche, a quelle egee e mediterranee. Poi tra il VII e il VI secolo a.C. arrivarono i Greci. I Sibariti, discendenti degli Achei, fondarono Posidonia: divenuta in epoca romana Paestum. Nello stesso periodo per mano dei Focesi, provenienti dall'Asia Minore, sorse Elea (poi divenuta la Velia romana): il fiorente centro cilentano ospiterà la Scuola Eleatica di filosofia, l' artefice è Senofane nel VI secolo a.C., e quella medica da cui trasse origine l' importante Scuola Medica Salernitana., madre della moderna medicina occidentale. Mentre a Paestum si continuò a battere moneta, diritto tramandato dagli Achei (esperti in quest'arte), anche in epoca romana.

Patrimonio mondiale dell'umanità

Il filo della storia cilentana si dipana fino ai giorni nostri cucendo avvenimenti grandi e piccoli. Legando vicende romane (Cesare Ottaviano Augusto ne fece una provincia per allevare gli animali e coltivare alimenti destinati alle mense romane), a fatti medievali importanti (il Principato longobardo a Salerno, l'avvento dei monaci Basiliani e Benedettini, la nascita della Baronia con i Sanseverino, la loro rivolta a Capaccio nel 1242 contro Federico II), fino alla gloriosa epoca del Regno delle Due Sicilie e alla sua triste fine.

Tracce, ricordi, monumenti, culture, sentieri legati a questa ricca storia oggi sono salvaguardati anche grazie al Parco Nazionale del Cilento. E grazie a quegli importanti riconoscimenti internazionali conseguiti di recente. Il primo è del giugno 1997, che ha visto l'inserimento del Cilento nella prestigiosa rete delle Riserve della biosfera del Mab-Unesco (dove Mab sta per "Man and biosphere"): su tutto il pianeta (in oltre 80 stati) si contano circa 350 di queste particolari aree protette, che servono per tutelare le biodiversità e promuovere lo sviluppo compatibile con la natura e la cultura. Così il Parco del Cilento oggi, oltre ai suoi preziosi habitat naturali, può a maggior diritto salvaguardare quegli scenari consacrati dalla storia dell'uomo e permeati dalle sue tradizioni: borghi e antichi sentieri, anche se a "macchia di leopardo" in un ambiente più ampio da difendere e da promuovere. Il parco, infatti, se giovane, è visto da molti come speranza e strumento dello sviluppo del Cilento. Secondo riconoscimento nel 1998 con il suo inserimento-insieme ai siti archeologici di Paestum e Velia- nella lista di patrimonio mondiale dell'umanità. Questa consacrazione rinforza il valore di questo "Paesaggio vivente", riconoscendone il ruolo delle civiltà che lo hanno frequentato e popolato nel corso dei millenni. "Come le specie naturali anche i popoli hanno trovato in questi luoghi i contatti, gli incroci e le fusioni, l'arricchimento del patrimonio genetico" si legge nella candidatura del Parco, "nel Cilento si realizza l'incontro tra mare e montagna, occidente e oriente, culture nordiche e africane".

Posizione

La zona è limitata a nord dalla catena dei monti Alburni e ad est dal Vallo di Diano. Se ne fa derivare il nome da cis Alentum ("al di qua dell’ Alento"), quantunque il fiume non ne segni più il confine.

Mondo vivo delle tradizioni

Prendendo in prestito dalla biologia il concetto di patrimonio genetico, si può dire che, nei paesi Cilentani, se la cultura ne avesse uno allignerebbe nelle antichissime tradizioni contadine. Addirittura importate da quei coloni Greci che raggiunsero questi lidi quasi 3000 anni fa. Esempi evidenti sono nelle numerose manifestazioni folcloristiche che si tramandano da secoli nei centri del Parco. È il caso di Casaletto Spartano, dove il 1º maggio gruppi di giovanotti questuanti, vanno di casa in casa a chiedere legumi di ogni tipo. Vengono cotti separatamente e poi la sera nella piazza del paese sono preparati tutti insieme (13 tipi diversi) in una grande caldaia e conditi con olio e sale. I paesani ne prendono una porzione come augurio di prosperità e abbondanza dei raccolti. Questo caratteristico piatto, con qualche variante, è consumato anche a Ispani,dove si chiama "cuccia", dal greco "kykeon", miscuglio, a Cicerale dove si chiama "cecciata", a Castel San Lorenzo, noto come "cicci maritati", a Pellare, Moio, Vallo della Lucania. Mentre a Castellabate i cicci si cuociono nel giorno dei morti. Un cibo rituale analogo era la pansperma, ottenuta dalla mescola di tutti i semi, presente nella Grecia arcaica: ne ha parlato nel Timeo il grande Platone a proposito dell'azione divina della semenza universale. Un altro esempio di ricchezza di tradizioni, questa volta religiose, sono i riti della settimana santa. Il Venerdì Santo nell' area del Monte Stella si svolgono le processioni delle "congreghe", lungo percorsi di sofferenza: "Visita ai sepolcri". Ogni paese ha la sua. Queste confraternite laiche escono dal proprio paese per andare a rendere omaggio alle chiese di quelli vicini, e solo dopo andranno nelle proprie. Indossano i classici sai e cappucci bianchi, con una mantella corta, e a coppia di due, guidati dal priore e al ritmo dei colpi di un lungo bastone, si inginocchiano davanti al sepolcro. Finita la cerimonia sono accolti dai paesani con dolci e vino.

 

Questa terra “benedetta da Dio” è sempre stata molto generosa nel ripagare coi suoi frutti la fatica dei contadini. Nel territorio dell’itinerario crescono infatti gli squisiti fichi bianchi, i carciofi tondi, le castagne, le mele annurche, le olive per l’olio extravergine. Pascolano le bufale dal cui latte viene la celeberrima mozzarella. Senza dimenticare i formaggi caprini e vaccini, i salumi, i vini DOC…


PRODOTTI TIPICI DELL' ITINERARIO

Carciofo di Paestum IGP, Cacioricotta, Manteca, Marrone di Roccadaspide IGP, Olio extra vergine del Cilento DOP, Fico bianco del Cilento DOP, Caciocavallo silano DOP, Formaggio caprino, Pancetta, Longa o Longarella, Vini del Cilento DOP, Gamberetti del Cilento, Alici Cilentane, Pesce del Cilento, Caciocavallo podolico DOP, Vini Castel San Lorenzo DOP, Fusillo di Felitto IGP, Mozzarella di bufala campana DOP, Carne di bufalo campana, Melannurca campana IGP, Carne di capra cilentana, Pane cilentano.



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